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Direttiva Omnibus

Partiamo da una certezza, la Direttiva Omnibus 2161/2019, che riguarda l’applicazione di regole Ue per la salvaguardia e protezione dei consumatori , doveva essere applicata dal 28 maggio del 2022, ma ad oggi non è ancora del tutto applicata, questo crea un vuoto disciplinare che non implica direttamente una non applicabilità della direttiva, anzi.

Iniziamo col dire che il testo normativo della Direttiva Omnibus è nato congiuntamente a quello di altre direttive (2019/770 e 2019/771 giù recepite in italia con il D.Lgs. 170 e 173 del 2021 a modifica del codice del Consumo) con la finalità di normare ulteriormente la vendita di beni, contenuti e servizi digitali nella Comunità Europea.

E’ notizia del 2 agosto che la Camera dei Deputati abbia approvato in via definitiva il disegno di legge  “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti normativi dell’Unione Europea – Legge di delegazione europea 2021”.

Il termine di attuazione è scaduto il 28 maggio per cui è necessario capire cosa cambierà a breve, tenedo presente che il ritardo attuativo non esula da una sanzione.

COSA CAMBIA

Cosa cambia realmente nell’esposizione dei prezzi negli e-commerce a tutela dei consumatori?
Primo –  ‘’Ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente applicato dal professionista per un determinato periodo di tempo prima dell’applicazione di tale riduzione”.
Secondo –  ‘’ Esplicitare s eil prezzo che è offerto ai consumatori è stato personalizzato sulla base di un processo decisionale automatizzato’’.
Terzo –  ‘’Per prezzo precedente si intende il prezzo più basso applicato dal professionista durante un periodo inferiore a 30 giorni prima dell’applicazione della riduzione di prezzo”.

SANZIONI

Le sanzioni non sono leggere, si può arrivare fino al 4% del fatturato annuo della società in cui si è verificata la violazione o di 2 milioni di euro nei casi in cui non siano disponibili informazioni sul fatturato. 

Sarà necessario domandarsi se i requisiti di trasparenza richiesti della Direttiva  sono rispettati nelle proprie piattaforme, consapevoli che l’implementazione della direttiva (già applicata da Francia e Germania) implicherà un adeguamento dei documenti contrattuali da parte degli operatori, compresi i Termini di Utilizzo.

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